Allenatore di ciclismo IA o allenatore umano: quale scegliere?
Un’app fa i conti più in fretta, una persona ti conosce meglio. Confrontiamo allenatore di ciclismo IA e allenatore umano round per round, e diciamo onestamente a chi serve quale.
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Un buon allenatore di ciclismo costa, un allenatore IA poco o niente. Ma il prezzo è solo un round. La vera domanda è di cosa hai bisogno tu: qualcuno che sistemi il tuo piano, qualcuno che legga i tuoi dati, o qualcuno che ti faccia uscire in bici un martedì di pioggia. Su questi tre punti una persona e un’app ottengono punteggi molto diversi.
Qui sotto li mettiamo a confronto round per round: costo, adattamento del piano, lettura dei dati, motivazione e testa. Poi: chi dovrebbe scegliere cosa.
Cosa fa davvero un allenatore
Un preparatore di ciclismo fa, in sostanza, tre cose.
- Pianificare: decidere cosa fai oggi in bici, e come quella seduta si inserisce nella settimana e nella stagione.
- Analizzare: guardare a posteriori se ha funzionato, e correggere il tiro.
- Seguirti: tenerti in carreggiata e aiutarti con le decisioni che non si riducono a numeri. Sposti l’obiettivo dopo un infortunio? Molli un po’ perché il lavoro ti sta mangiando le serate?
Allenatore o app di allenamento? La scelta si riduce a capire quali di queste tre cose sai fare da solo e quali vuoi affidare a qualcun altro.
Round 1: il costo
L’allenatore umano. I prezzi variano molto: da qualche decina a qualche centinaio di euro al mese, a seconda di quanto sei seguito. Nella fascia bassa di solito ricevi un piano in un’app e qualche messaggio ogni tanto. In quella alta hai un confronto settimanale, un allenatore che guarda ogni uscita e che a volte viene a trovarti in ritiro o a una gara.
L’allenatore IA. La maggior parte delle app funziona con un abbonamento mensile, alcune sono gratuite. Watt4, per esempio, è gratuito finché è in costruzione. Come si confronta con un’app a pagamento lo trovi in Watt4 vs JOIN.
Vince: l’allenatore IA, ma guarda bene cosa stai confrontando. Un allenatore economico che ogni mese ti manda lo stesso blocco standard non fa più di una buona app. Un allenatore che ti conosce davvero e segue le tue uscite ogni settimana è un’altra cosa, e si paga. Confronta quello che ottieni, non solo quanto costa.
Round 2: adattarsi quando ci si mette di mezzo la vita
Ogni piano prima o poi salta. Una trasferta di lavoro all’ultimo minuto, un figlio malato, l’uscita di gruppo della domenica che si è trasformata in quattro ore di sofferenza, con le ripetute in programma il lunedì.
L’allenatore umano. Un buon allenatore ti sistema la settimana, e lo fa conoscendoti. Sa che dormi male dopo una settimana pesante al lavoro, o che dopo una settimana di scarico parti sempre troppo forte. Però deve saperlo. Gli mandi un messaggio, lui lo legge quando ha tempo e modifica il piano. Se segue altri venti atleti, può volerci un giorno. Nel frattempo vai a sensazione.
L’allenatore IA. Un’app non aspetta. Se salti un allenamento, o torni da un’uscita di gruppo molto più dura del previsto, se ne accorge appena l’uscita si sincronizza e ricalcola il carico per il resto della settimana. Se le dici che giovedì sei via, la settimana si sposta subito. Una buona app ti dice anche quanto ti è costato quel cambiamento.
Quello che un’app non sa è il perché. Vede un allenamento saltato, non che stai covando qualcosa o che sei semplicemente cotto. Devi dirglielo tu, come faresti con un allenatore. La differenza è che un allenatore a volte lo legge tra le righe del tuo messaggio.
Vince: pareggio, con una sfumatura. Per la logistica (spostare un’uscita, riorganizzare una settimana) l’app è più veloce. Per decidere se questa settimana è meglio tirare il freno perché a casa sta succedendo troppo, una persona è più brava. Perché un piano deve potersi muovere lo spieghiamo in piano di allenamento fisso o adattivo.
Round 3: leggere i tuoi dati
L’allenatore umano. Un allenatore guarda le tue uscite, ma con venti atleti ha pochi minuti per file. Guarda ciò che conta: hai fatto le ripetute, la frequenza cardiaca è salita alla fine del lungo mentre la potenza restava piatta, cosa hai scritto sulle sensazioni. Il suo punto di forza è il contesto. Sa che a luglio avevi i battiti più alti perché c’erano trenta gradi, e che il mese scorso il tuo misuratore di potenza dava numeri strani.
L’allenatore IA. Un’app fa i conti senza stancarsi. Considera ogni uscita del tuo storico, non solo quelle della settimana scorsa, e segue il tuo carico giorno per giorno. Da quello che hai già pedalato può stimare la tua FTP senza test, e tenere traccia di condizione, fatica e forma. Calcolare il TSS di ogni uscita (ore × IF² × 100) e sommarlo per mesi è esattamente il tipo di lavoro in cui un computer è più bravo di una persona.
Ma un’app vale quanto i dati che le dai. Un misuratore di potenza calibrato male, una fascia cardio ancora asciutta che segna 190 battiti nei primi minuti, un’uscita in cui hai dimenticato il ciclocomputer: un allenatore se ne accorge con un’occhiata. Un algoritmo deve riconoscerlo, e non sempre ci riesce. Per questo una buona app ti dice anche quanto è sicura di una stima.
Vince: l’allenatore IA, per i calcoli. Per tutto ciò che si può contare (carico, tendenze, la tua curva di potenza su due anni) vince il computer. Per i dati strani e la storia dietro un’uscita andata male, un allenatore esperto resta più forte.
Round 4: motivazione e testa
L’allenatore umano. Sapere che qualcuno guarda le tue uscite funziona. Molti ciclisti escono sotto la pioggia perché altrimenti dovrebbero spiegare al loro allenatore perché l’allenamento è saltato. Un allenatore può anche calmarti dopo una gara andata storta, frenarti nella settimana in cui ti senti imbattibile e vuoi fare tutto, e dirti onestamente che l’obiettivo di quest’anno è fuori portata.
L’allenatore IA. Un’app è oggettiva, sempre disponibile, e può spiegarti perché oggi c’è proprio quell’allenamento. Aiuta più di quanto pensi: chi sa perché deve andare piano, poi va piano davvero più spesso. Ma un’app non prova delusione, e non si accorge che da tre settimane ti diverti meno. Ignorare una notifica non costa niente. Deludere il tuo allenatore sì.
Vince: l’allenatore umano. Se hai bisogno di qualcuno a cui rendere conto, o che ti aiuti a superare un periodo difficile, una persona è insostituibile.
Il verdetto: un allenatore di ciclismo IA fa per te?
Non c’è un vincitore in assoluto. C’è solo una scelta migliore per la tua situazione.
Scegli un allenatore umano se
- punti a un risultato preciso con una posta in gioco alta, come un podio a un campionato o una convocazione.
- hai un infortunio o una storia clinica che richiede consigli su misura.
- sai che ti alleni davvero solo quando qualcuno ti guarda.
- vuoi qualcuno che ragioni anche oltre il piano: materiale, alimentazione, tattica di gara, costruire una stagione attorno a lavoro e famiglia.
Scegli un allenatore IA se
- la tua agenda cambia ogni settimana e ti serve un piano che si adatti subito.
- la motivazione ce l’hai, ma non sai cosa fare oggi in bici.
- vuoi allenarti su quello che hai pedalato davvero, non su uno schema standard.
- preferisci spendere i soldi per la bici, dei rulli smart o le iscrizioni alle granfondo.
Oppure combinali
Alcuni allenatori lavorano anche con consulenze singole. Un’app per la pianificazione di tutti i giorni più qualche chiacchierata all’anno con un allenatore, per impostare la stagione o rimettere ordine dopo una battuta d’arresto, è spesso un buon compromesso.
Per la maggior parte dei ciclisti che pedalano già con regolarità, una buona app è un ottimo punto di partenza. Se dopo qualche mese ti accorgi che quello che ti manca di più è qualcuno che ti segua e ti chieda conto, saprai di cosa hai bisogno.